Thailandia, ancora una volta torniamo da te, un appuntamento importante.
Un appuntamento importante.
Pronti? Partenza…via. Arrivederci Giappone, le mie paure nei tuoi confronti si sono rivelate sciocche. Sono venuta qui prevenuta, Tiziano Terzani mi aveva molto influenzata, lui però qui ci ha vissuto io ci ho fatto una vacanza ed è stata una vacanza molto istruttiva; non si smette mai di imparare. Il vivere offre una grande possibilità di evoluzione e cambiamento, fatti di stupore quotidiano, fatti non fummo a vivere come bestie…ogni giorno, spero anche nell’ultimo giorno della mia vita, cerco di imparare qualcosa. Prossima meta : Chiang Mai.
Tornare in Thailandia mi mette un po’ di ansia sempre, da qui 15 anni fa’ sono partita con in braccio la bambina più bella del mondo: mia figlia. Quando possiamo ci torniamo insieme per sconfiggere fantasmi, combattere luoghi comuni ed accrescere la sua autostima tanto importante in questi momenti di difficile convivenza multirazziale.
La Thailandia è bellissima, la gente è ospitale, la cultura affascinante, il costo della vita basso.
In aprile la Thailandia aveva vissuto uno dei momenti più difficili della sua storia recente: la rivolta delle camicie rosse. Le strade di Bangkok erano diventate un campo di battaglia ed anche Chiang Mai era stata marginalmente coinvolta essendo la città natale di Sinawatra Thaksin – il leader delle camicie rosse. Non sono in grado e non voglio dare nessun tipo di opinione rispetto a questi accadimenti, la storia thai è tanto complessa e la società tanto diversa dalla nostra che sarebbe troppo semplicistico e superficiale formulare qualsiasi commento. Alcuni mass media italiani avevano allora travisato descrivendo le camicie rosse come movimento popolare ( forse tratti in inganno dal colore utilizzato) opposto alle camicie gialle dei sostenitori del governo. Il giallo è il colore del re Bhumibol Adulyadej; il sovrano è universalmente amato in Thailandia, da più di 60 anni governa il paese. La famiglia reale si è sempre impegnata per migliorare le condizioni della popolazione, in modo particolare nelle aree rurali e spesso il suo intervento è stato fondamentale per risolvere crisi.
Una premessa doverosa: la monarchia e la religione sono i due pilastri sacri della cultura, i Thailandesi sono tolleranti e aperti ad ogni atteggiamento mentale, sono curiosi di conoscere, è impensabile però di cercare di attaccare la religione e la monarchia. La religione dominante e’ il buddhismo.
Sinawatra Thaksin, leader delle camicie rosse, ex primo ministro è un uomo ricchissimo e potente proprietario di reti di telecomunicazioni. Vive ora in esilio dopo la sua condanna per evasione fiscale. Vive agiatamente in Montenegro, Dubai e Londra prevalentemente ma non rinuncia all’idea di poter tornare in posizione di potere in Thailandia.
Seguire forum e twitter thai ci ha fatto riflettere sulla possibilità di qualche rischio ed abbiamo deciso:
- Niente magliette rosse, niente magliette gialle e niente magliette nere,: rigorosamente bianco ( anche se in Oriente è il colore del lutto…) o blu.
- Hotel fuori dal centro città e possibilmente non hotel standard ma qualcosa di più intimo.
- Neutralità ed ignoranza rispetto alle rivendicazioni politiche espresse da chicchessia.
Quindi tutti vestiti di bianco siamo arrivati al Fern Paradise Resort www.fernparadise.com dove il colore di maglietta era poco rilevante….Tanto per cambiare pioveva e noi eravamo letteralmente circondati da felci d’ogni tipo e il gracidio delle rane era veramente assordante. Ottima cena sotto la stanza che in origine era un deposito dove essiccare il riso.
e poi a letto con aria condizionata, un po’ poco ecologico in questo luogo di perfetto equilibrio dell’ecosistema ma tanto, tanto vitale!
Colazione lungo il fiume con frutta fresca – quanto mi piace quest’abitudine- e partenza verso Baan-King-Kaew, l’istituto dove avevo incontrato Francesca 15 anni fa’ e dove avremmo rivisto persone che l’avevano accudita da piccola. Emozioni forti. Momenti molto importanti. Grazie agli amici che hanno donato denaro da offrire a questo piccola ma curata casa per bambini di Chiang Mai.
Baan King Kaew www.baan-kingkaew-orphanage.org si occupa di bambini da 6 mesi a 6 anni che per vari motivi non hanno al fianco una famiglia di supporto ( carcere, droga ecc.) o di bambini abbandonati dalla famiglia d’origine e quindi adottabili, la Thailandia è molto seria e rigida quando si tratta di adozioni, il Social Welfare Dept. di Bangkok riceve i documenti e valuta, una commissione decide gli abbinamenti con i bambini disponibili per l’adozione, il caso ha voluto che mia figlia fosse di Chiang Mai, città nella quale tantissimi anni prima avevo espresso il desiderio di poter un giorno adottare un bambino Thai: quel giorno Dio mi stava ascoltando…..
Le sensazione provate sono troppo personali e forti per poter essere raccontate, delego il tutto ad un paio di fotografie scattate quella mattina.
Siamo usciti dall’Istituto con un imperativo bisogno di camminare nonostante il caldo e l’umidità regnanti. Wualai street è abbastanza centrale, appena fuori dalle mura della vecchia città dei Lanna, Chiang Mai significa templi, dorati, coperti di vetrini colorati, di legno di sasso o di marmo tanti, tantissimi con fiori di loto, bastoncini d’incenso, Buddha piccoli medi o immensi, file di ciotole per le offerte, tintinnare di campanelli e di monetine, profumo di orchidee, di frutta, di cedro e fuori il frastuono incessante della città.
Riuscire ad arrivare al Three Kings Monument a piedi evitando tutti i Tuk-tuk drivers che cercano di accalappiare il turista è stata un’impresa eroica. Quest’estate in Thailandia non c’erano molti turisti così tutti coloro che vivono sul turismo in modo più o meno lecito erano alla caccia disperata di tutto ciò che del turista avesse la parvenza: mancava poco che ci pagassero loro pur di portarci a spasso. Gli autisti di Tuk Tuk hanno sempre un fratello, uno zio, un amico che ha una gioielleria, negozio di souvenirs o qualsiasi altra carabattola dove ti portano anche contro la tua volontà per farti concludere l’affare della tua vita; vivono sulle commissioni che i negozianti danno loro e hanno messo in piedi una rete fatta di segnali, sguardi e telefonate dalla quale non è facile districarsi una volta catturati, entrano in gioco tutta una serie di componenti, non ultima la paura di offendere, che fanno in modo che tu ti senta obbligato ad accettare. La passeggiata si è conclusa con la visita del centro culturale e artistico della città di Chiang Mai www.chiangmai-chiangrai.com/city_arts_cultural_center.html
e una ottima cena in un locale elegante lungo il fiume Ping ‘The Gallery’ www.thegallery-restaurant.com.
